Sono incinta!

Congratulazioni: essere incinta è un momento meraviglioso per ogni donna.

Se hai l’epilessia, tuttavia, devi essere consapevole di alcuni problemi e adottare alcuni comportamenti per la tua sicurezza e quella del tuo bambino.

Domande per il tuo medico
  1. Le mie crisi cambieranno durante la gravidanza?
  2. Cosa succede se ho una crisi durante la gravidanza?
  3. Devo andare al pronto soccorso dopo una crisi?
  4. Come faccio a sapere se un sanguinamento vaginale è un segno di qualcosa di grave?
  5. I miei farmaci danneggeranno il mio bambino?
  6. Che probabilità avrà il mio bambino di avere l’epilessia?
  7. Ci sono cibi che posso mangiare per aiutare il mio corpo ad assorbire meglio l’acido folico?
  8. Dovrò partorire con un taglio cesareo?
  9. Potrò allattare il mio bambino?
  10. Quanto spesso dovrei vedere il mio medico durante la gravidanza?
  11. Lei partecipa al Registro EURAP (uno studio internazionale a lungo termine sui farmaci antiepilettici in gravidanza)?

Gestire la tua gravidanza

Cosa devo fare per prima cosa?

La cosa più importante da fare subito è contattare il medico che ti segue per l’epilessia per dargli la notizia. È anche importante:

  • Prendere i tuoi farmaci anti-crisi come prescritto – fai qualunque cambiamento solo su consiglio del tuo medico!
  • Conoscere il tuo tipo di crisi e i rischi connessi
  • Tenere traccia di crisi e fattori scatenanti e segnalare eventuali cambiamenti
  • Ricorda, ora ti prendi cura di te stessa e del tuo bambino non ancora nato
    • Evita le situazioni stressanti
    • Mangia sano
    • Riposati e dormi a sufficienza
    • Evita l’alcol e il fumo.

Le mie crisi peggioreranno durante la gravidanza?

La maggior parte delle donne con epilessia in gravidanza ha crisi con la stessa frequenza e alcune ne hanno addirittura meno.

Purtroppo, alcune donne hanno più crisi, o crisi più intense, durante la gravidanza. Queste possono essere causate da cambiamenti ormonali, fisiologici e persino psicologici durante la gravidanza, tra cui:

  • Cambiamenti nel modo in cui il tuo corpo risponde ai tuoi farmaci, a causa di fattori ormonali, che rendono la tua terapia meno efficace
  • La nausea mattutina, che potrebbe farti vomitare il farmaco prima che il tuo corpo abbia avuto la possibilità di assorbirlo completamente, specialmente durante le prime 12 settimane
  • La tua dose usuale di farmaco potrebbe non essere più sufficiente, oltre che per fattori ormonali, anche perchè i livelli di farmaco nel sangue possono essere collegati al tuo peso e, naturalmente, aumenterai di peso durante la gravidanza – il tuo medico potrebbe prescrivere un dosaggio maggiore
  • Preoccupazioni per la tua salute e quella del tuo bambino, che causano stress e mancanza di sonno, che sono fattori scatenanti per molte persone con epilessia.
Domande per il tuo medico
  1. Le mie crisi cambieranno durante la gravidanza?
  2. Cosa succede se ho una crisi durante la gravidanza?
  3. Devo andare al pronto soccorso dopo una crisi?
  4. Come faccio a sapere se un sanguinamento vaginale è un segno di qualcosa di grave?
  5. I miei farmaci danneggeranno il mio bambino?
  6. Che probabilità avrà il mio bambino di avere l’epilessia?
  7. Ci sono cibi che posso mangiare per aiutare il mio corpo ad assorbire meglio l’acido folico?
  8. Dovrò partorire con un taglio cesareo?
  9. Potrò allattare il mio bambino?
  10. Quanto spesso dovrei vedere il mio medico durante la gravidanza?
  11. Lei partecipa al Registro EURAP (uno studio internazionale a lungo termine sui farmaci antiepilettici in gravidanza)?

Il tuo bambino e l’epilessia

Mio figlio avrà l’epilessia?

Il figlio di un genitore con epilessia ha alcune probabilità in più di avere l’epilessia. Il rischio complessivo che una persona abbia crisi non provocate è compreso tra l’1% e il 2% nella popolazione generale e aumenta fino a circa il 6% se uno dei genitori ha l’epilessia.

È più probabile che tuo figlio sviluppi l’epilessia se la tua epilessia è ereditaria (genetica).

Se sei preoccupata che tuo figlio possa avere l’epilessia, parla con il tuo medico per ottenere una consulenza genetica. Ricorda, comunque: la maggior parte dei bambini con epilessia ha un controllo completo delle crisi con la terapia e conduce una vita normale.

Quali sono i rischi per il mio bambino durante la gravidanza?

Sia le crisi, particolarmente le crisi convulsive, che i farmaci anti-crisi possono comportare dei rischi per il feto. Le crisi durante la gravidanza possono causare:

  • Travaglio prematuro
  • Aborto spontaneo
  • Riduzione della frequenza cardiaca fetale

L’esposizione a più di un farmaco per le crisi  può aumentare il rischio di interferenze con lo sviluppo cognitivo del piccolo, ma è verosimile, per quanto non ancora ben noto, che i rischi siano diversi per diverse combinazioni di farmaci.

Tuttavia, il controllo delle crisi è fondamentale durante la gravidanza perché i rischi di crisi incontrollate sono maggiori dei rischi causati dai farmaci.

Cosa devo fare per ridurre la possibilità di malattie congenite o neonatali nel mio bambino?

Nelle condizioni ideali avrai assunto acido folico prima di rimanere incinta.

La maggior parte dei bambini nasce con bassi livelli di vitamina K, una vitamina fondamentale per aiutare il sangue a coagulare e prevenire gravi emorragie. Alcuni farmaci per l’epilessia, come la fenitoina e il fenobarbital, possono aumentare il rischio che un neonato abbia una carenza di vitamina K.

Tuttavia, se il tuo bambino riceve vitamina K alla nascita (ed in Italia questa è la prassi- NdT-), è raro che ciò accada.

Anche se stai prendendo un farmaco che causa un deficit di vitamina K, assicurati di parlare con il tuo medico prima di fare qualsiasi cambiamento.

Valproato: quello che devi sapere

E se prendo il valproato e voglio una gravidanza?

Il valproato è un farmaco usato per trattare l’epilessia. Può essere molto efficace nel controllare le crisi, ma se hai l’epilessia e rimani incinta durante il trattamento con valproato, il tuo bambino è a maggior rischio di malattie congenite anche gravi e disturbi dello sviluppo. L’assunzione di acido folico non riduce questo rischio.

Sebbene il valproato non sia generalmente adatto alle donne che possono avere figli, in alcuni casi potrebbe essere l’unica scelta, laddove altri farmaci non abbiano funzionato. In questi casi, devono essere messe in atto misure molto efficaci per prevenire la gravidanza.

Se una donna che assume un farmaco contenente valproato decide di rimanere incinta, deve essere pienamente consapevole e accettare l’aumento del rischio di malattie congenite anche gravi nel suo bambino.

Quali sono i rischi dell’assunzione di valproato in gravidanza?

Per le donne che assumono valproato durante la gravidanza:

  • Circa 10 bambini su 100 avranno un’anomalia congenita, rispetto a circa 2 o 3 bambini su 100 per le donne in generale. Questi includono:
    • Spina bifida, che si verifica quando c’è una chiusura incompleta della colonna vertebrale
    • Malformazioni del viso e del cranio, inclusi labbro leporino e palatoschisi, che si verificano quando c’è una chiusura incompleta del labbro superiore e/o del palato
    • Malformazioni degli arti, del cuore, dei reni, delle vie urinarie e degli organi sessuali
    • Problemi di udito o sordità.
  • Fino a 30-40 bambini su 100 avranno problemi di sviluppo , come ad esempio:
    • Ritardo nell’imparare a camminare e parlare
    • Intelligenza inferiore rispetto ai coetanei
    • Scarse abilità verbali
    • Problemi di memoria.
  • Inoltre vi è un aumentato rischio di autismo o disturbi dello spettro autistico e di disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD)

Come posso ottenere più informazioni sul valproato?

Nel febbraio 2018, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha introdotto misure per ridurre il rischio di esposizione al valproato dei bambini nel ventre materno. La maggior parte dei paesi dell’UE le ha messe in atto e anche il Regno Unito ha un programma di prevenzione.

Cosa succede se scopro di essere incinta mentre prendo il valproato?

Se stai assumendo valproato e rimani incinta, non interrompere l’assunzione del medicinale senza prima aver consultato il medico.  Farlo potrebbe portare a un peggioramento anche pericoloso delle crisi.

Se pensi di essere incinta, contatta il ​​medico il prima possibile. Può continuare a prescriverti il valproato, ma solo se non esiste un altro trattamento adatto per la tua epilessia.

Travaglio e parto

Potrò fare un parto naturale?

La maggior parte delle donne con epilessia può avere un travaglio normale e un parto vaginale.

Il rischio di crisi durante il travaglio è basso. Se succede, non necessariamente questo impedisce di continuare con un parto naturale, una volta che l’équipe medica sarà sicura che la tua salute e quella del bambino siano al sicuro. Tuttavia, esistono situazioni in cui i medici potrebbero decidere di procedere a un parto cesareo, talora anche un parto cesareo programmato.

Posso ridurre il rischio di crisi durante il travaglio?

La buona notizia è che puoi davvero ridurre il rischio di avere una crisi durante il travaglio. Ecco come:

  • La preparazione è fondamentale. Parla con il tuo medico e con l’ostetrica della gestione delle crisi durante il travaglio prima della data di ricovero programmata, in modo che le decisioni che prendi con loro siano incluse nelle note dell’ospedale e già disponibili quel giorno.
  • Porta con te i tuoi farmaci anticrisi in ospedale e prendili alla solita ora. Potresti chiedere all’equipe medica o al tuo compagno di aiutarti a ricordarti di prenderli.
  • Se hai in programma un parto cesareo, assicurati che l’equipe medica sia a conoscenza della tua terapia. Questa deve essere regolarmente assunta anche il giorno dell’intervento.
  • L’analgesia epidurale all’inizio del travaglio può essere utile, particolarmente se il dolore è per te un fattore scatenante le crisi.
  • Assicurati che l’equipe medica sia a conoscenza dei fattori scatenanti le tue crisi, specialmente se includono stress emotivo e privazione del sonno, e sappia come evitarli al meglio.

Se hai la nausea, chiedi a chi si  prende cura di te qualcosa che ti aiuti a non vomitare la terapia prima che il tuo corpo l’abbia assorbita. È fondamentale continuare a prendere la terapia normalmente anche in questa fase.

Cosa devo sapere per affrontare il dolore durante il travaglio?

Ci sono alcune opzioni ed è una buona idea avere un piano per il travaglio già prima della data fissata. Considera i seguenti punti nel prepararlo:

  • L’analgesia epidurale all’inizio del travaglio può dare un grande sollievo dal dolore, permettendoti di rilassarti un po’ e riposare.
  • In alcuni paesi (non in Italia- NdT) la petidina è molto usata all’inizio del travaglio e può alleviare il dolore, ma una dose elevata di petidina può anche essere un fattore scatenante le crisi .
  • Le macchine TENS (stimolazione nervosa elettrica transcutanea) funzionano prevenendo il passaggio del dolore alle fibre nervose e stimolando la produzione di endorfine, gli antidolorifici naturali del corpo. Le macchine TENS funzionano bene durante le prime fasi del travaglio e non ci sono controindicazioni per le persone con epilessia.
  • Molte donne ritengono che gli esercizi di respirazione, spesso insegnati alle donne durante i corsi pre-parto, siano utili per gestire il dolore del travaglio. Con l’epilessia, è consigliabile evitare l’iperventilazione, poiché ciò può anche essere un fattore scatenante di crisi.

Non partorire in acqua senza supervisione poiché rischi di annegare se hai una crisi.

Quando il tuo bambino è nato

Devo cambiare la mia dose di farmaco anticrisi una volta che il bambino è nato?

Al termine della gravidanza, potrebbe essere necessario modificare la dose. Imposta un piano con il tuo neurologo per monitorare i livelli nel sangue dei farmaci dopo il parto in modo che lui o lei possa valutare se la dose deve essere modificata.

Posso allattare il mio bambino?

In generale, se hai l’epilessia, puoi allattare il tuo bambino senza che il latte materno abbia alcun effetto dannoso per lui. Il tuo bambino sarà già stato esposto a bassi livelli di farmaci anticonvulsivanti durante la gravidanza e l’esposizione al latte materno sarà ancora inferiore.

Scopri di più sull’allattamento al seno e sull’essere genitori con epilessia, compresa la sicurezza domestica, la cura del bambino, la sicurezza durante le crisi e molto altro alla pagina Sono una madre.

Ovunque tu sia nel tuo viaggio, abbiamo informazioni per supportarti…